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Le minacce di nuovi dazi Usa sulla Groenlandia scuotono mercati e diplomazia. Berlino e Ue parlano di escalation inaccettabile e preparano contromisure, mentre le Borse europee crollano
La crisi sulla Groenlandia si trasforma in un nuovo fronte di tensione tra Stati Uniti ed Europa.
Le minacce di dazi non sono accettabili perché comportano sempre il rischio di un’escalation che finisce per danneggiare la popolazione. Lo ha dichiarato il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, rispondendo a una domanda in conferenza stampa. “Ho detto che le minacce di dazi non sono utili e che portano sempre con sé il pericolo di un’escalation. Un’escalation sul tema dei dazi va di norma a scapito della popolazione, da qualunque parte essa si trovi”, ha affermato Kornelius. “Credo che nessuna parte abbia interesse a ridurre la propria capacità economica e a gravare ulteriormente su bilanci pubblici già sotto pressione, così come sulla forza economica di un Paese”. Secondo il portavoce, “in questo senso le minacce di dazi, anche da parte del presidente degli Stati Uniti, non sono accettabili”. Kornelius ha aggiunto che tali annunci rappresentano già un’escalation nel conflitto commerciale: “Si tratta di un conflitto commerciale nel quale, come detto, non può esserci alcun vincitore”. Berlino e l'Ue, ha proseguito, sono tuttavia pronte a reagire: “Siamo determinati a rispondere con contromisure efficaci, inclusi controdazi. Prepareremo anche ulteriori misure di politica economica, se necessario, anche a partire da febbraio”. Su questo punto, ha sottolineato, “vi è una grande unità tra gli Stati membri dell’Unione europea”. Il portavoce ha ribadito l’importanza di una posizione compatta dell’Ue: “È importante che l’Unione europea si presenti in modo molto unito su queste questioni”. A questo obiettivo, ha spiegato, servirà anche il Consiglio europeo straordinario convocato per questa settimana, nel corso del quale “saranno formulate le necessarie indicazioni politiche e avrà luogo una dimostrazione di unità”. Kornelius ha infine affermato che la Commissione europea proseguirà sulla linea già tracciata sabato dalla presidente Ursula von der Leyen e avvierà “un dialogo intenso” con gli Stati Uniti. “In questo processo facciamo tutti affidamento sul senso di responsabilità anche degli Stati Uniti, proprio per evitare una simile escalation”, ha concluso.













