Roma, 19 gen. (askanews) – Bilancio amaro in Puglia per le clementine, prodotto simbolo dell’agrumicoltura regionale, con un crollo della produzione stimato tra il 50% e il 60% a causa della siccità e del freddo tardivo, ma a pesare ulteriormente sono i prezzi bassi riconosciuti agli agricoltori, che non riescono a coprire neppure i costi di produzione, una situazione che rende urgente l’attivazione di un Piano agrumicolo regionale capace di sostenere il comparto e tutelare un patrimonio produttivo strategico.

A stilare il bilancio della campagna delle clementine, ormai agli sgoccioli, è Coldiretti Puglia, che lancia l’allarme su una crisi strutturale che rischia di compromettere il futuro del settore, per cui è quanto mai urgente un piano agrumicolo regionale per salvaguardare il reddito degli agricoltori, tutelare il patrimonio agrumicolo pugliese e garantire continuità produttiva e occupazionale.

“È un’annata complicata, dopo una lunga serie di anni da dimenticare, in cui il settore agrumicolo in provincia di Taranto ha perso la metà della produzione, oltre ad aver dovuto rigenerare lo stesso patrimonio arboreo. I prezzi al momento risultano accettabili, anche se la produzione ha subìto una riduzione drastica a causa della siccità”, commenta Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, parlando di “un settore da sostenere sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori”.