Non che sia una scusa, men che meno una giustificazione. Non reggerebbe in tribunale, non impietosisce (già a questo punto) l’opinione pubblica: «Mio marito ha avuto un’infanzia caotica, ha conosciuto la fame». Jessica Moretti cerca di spiegarsi, di delineare il quadro di quel che era prima, lassù, in Svizzera, nella Crans-Montana meta del turismo internazionale e perla glamour delle alpi. È legittimo, per carità. «Quando la strada ci ha fatto incontrare», dice ai magistrati di Sion, «abbiamo desiderato fin da subito la stabilità. Ci siamo conosciuti nell’estate del 2012 e ci siamo sposati il primo giugno dell’anno successivo. Abbiamo scelto di stabilirci a Crans e di fondare qui la nostra famiglia».
Ascesa e declino dei “corsi”, tra proprietà da sogno, attività alla moda e debiti che finora non sospettava nessuno. Loro, i Moretti, Jessica e Jacques, J&J, i proprietari del Constellation che nel Canton Vallese conoscevano tutti ben prima della tragedia di Capodanno, i francesi trapiantati all’estero, un po’ Costa Azzurra e un po’ montagna extra-lusso, sono nell’occhio del ciclone da due settimane. Chiacchierati, chiaccheratissimi.
CRANS-MONTANA, L'ULTIMO SMACCO: "JACQUES MORETTI SENZA REDDITO"









