Pure Pietro Parolin interviene sulla vicenda di La Spezia. E lo fa per ribadire un buonismo di maniera. Perché, dice il segretario di Stato Vaticano, punire non serve più di tanto. Quello che manca, piuttosto, è l’inclusione e l’educazione. Già, proprio così. «Più sicurezza?» chiede in risposta a una domanda dei cronisti a margine di un evento di Azione Cattolica, la celebrazione eucaristica con l’esposizione delle reliquie di San Pier Giorgio Frassati, riguardo alle misure di sicurezza in arrivo dopo il caso dello studente accoltellato a morte a La Spezia.
«Io direi più valori, più educazione, aiutare questi ragazzi a riflettere, a vivere anche le cose positive, a non lasciarsi trascinare, certo ci vogliono evidentemente anche delle misure di sicurezza, non lo neghiamo ma non sono sufficienti» dichiara Parolin. Alla domanda se si possa dire quindi “più educazione e meno repressione”, ha risposto: «Se vogliamo usare una formula usiamo questa, sì».
E insomma, pure il cardinale scivola sul buonismo. Ma se da un prete cattolico tutto sommato parole del genere sono comprensibili, lo sono meno se vengono da un politico. Perché si dà il caso che sulla vicenda sia intervenuto pure Sandro Ruotolo. E arriva persino quasi a incolpare il governo. Già, perché il componente della segretertia nazionale del Pd, nonché europarlamentare, è intervenuto sulla vicenda di La Spezia con parole discutibili, dicendo, testuale, che «la via securitaria intrapresa dalla destra di governo mostra tutti i limiti». Proprio così. Ma riportiamo per esteso le parole di Ruotolo.







