“I believe in a promised land” canta Bruce Springsteen, ma è chiaro che è sempre più difficile per il Boss credere in questa terra promessa che sono gli Stati Uniti dell’amministrazione Trump. Ieri sera, in un'esibizione a sorpresa al festival Light of day in New Jersey, il Boss ha dedicato il suo brano del 1978 The promised land alla memoria di Renee Good, la donna di Minneapolis assassinata dalla ICE (United States Immigration and Customs Enforcement), la polizia anti immigrazione che il presidente Donald Trump ha rinforzato e difeso da ogni tentativo di limitazione.

Springsteen ha detto dal palco: “Non abbiamo mai avuto tempi pericolosi come quelli che stiamo vivendo” e ha condannato le “tattiche da Gestapo” che secondo lui hanno portato a un clima in cui i cittadini possono essere "assassinati per aver esercitato il proprio diritto americano a protestare".

Elencando quelli che considera i valori fondamentali americani, Springsteen ha poi affermato che chiunque creda in essi dovrebbe "mandare un messaggio a questo presidente. E come ha detto il sindaco della città, l'ICE dovrebbe andarsene da Minneapolis. Quindi questo è per voi, e in memoria di Renee Good, madre di tre figli e cittadina americana". E poi ha attaccato il brano mentre il pubblico esplodeva in un fragoroso applauso.