A scaldare i cuori e a spellare le mani del pubblico della John Cain Arena è una ragazzina classe 1980 di nome Venus e soprannominata - prima del politically correct - “Venere Nera” da Gianni Clerici: non solo campionessa, ma personaggio da poema sportivo, metà dea e metà atleta. Ottenuta una wild card da Tennis Australia e opposta alla serba WTA 69 Olga Danilovic, 24 anni, la più anziana delle sorellone Williams illumina il primo giorno di Melbourne 2026 giocando a tratti ai livelli dei suoi anni migliori da queste parti, il 2003 e il 2017, quando dovette lasciare i titoli a Serena. Il set d’apertura, tiratissimo, si risolve a suo favore nel tie break (5-7). Micidiale al servizio, veloce come una ventenne negli spostamenti in avanti e laterali, fa ammattire la figlia dell’ex campione di basket Predrag detto “Saša”, già stella della Virtus Bologna e dei Miami Heat.

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18 Gennaio 2026

Costretta a rallentare il ritmo nel secondo parziale, la vincitrice di sette major non riesce più a recuperare il game ceduto in apertura (6-3). In apertura del set decisivo appare incontenibile, impone il suo gioco e costringe Olga a sbagliare troppo. Si rivela però fatale il passo falso quando va al servizio avanti 4-0: improvvisamente la luce si spegne, i cori di incoraggiamento non l’aiutano, si ritrova in un quarto d’ora sul 4 pari, ha sei occasioni per riprendere il largo nel nono game ma non riesce a trasformarle. Anche se il 6-4 finale assegna a Danilovic il lasciapassare per il secondo turno, il match di oggi di Venus resterà nella storia degli AusOpen: chissà quando ricapiterà che un tennista o un tennista più vicini ai 50 che ai 40 anni giochino qui un singolare.