Una lunga scia di sangue dal soggiorno dei coniugi Carlomagno arriva fino a una cava del comune di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. E un’evidente macchia su una parete di casa svelerebbe la modalità con cui potrebbe essere stata uccisa Federica Torzullo: sbattuta contro un muro. Gli accertamenti genetici sul dna dovranno stabilire se quel sangue è della 41enne, ingegnere gestionale delle Poste, scomparsa dal 9 gennaio scorso. Il marito, Claudio Carlomagno, è indagato per omicidio volontario: tracce ematiche sono state rinvenute dai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia e dal Ris anche sugli abiti da lavoro dell’imprenditore 44enne, sulla sua auto (una Kia bianca) e su mezzo meccanico (probabilmente un camion) della ditta familiare di scavi e movimentazione terra (la Carlomagno srl). La Procura di Civitavecchia, coordinata dal procuratore Alberto Liguori, parla di «copiosa repertazione di tracce ematiche». Seguendo quella scia di sangue si potrebbe, quindi, arrivare alla soluzione di questo giallo e al rinvenimento del corpo di Federica. Ma anche se non dovesse essere mai trovato un cadavere, il quadro probatorio delineato dagli inquirenti è già chiaro e solido. «I primi elementi raccolti, per gravità, precisione e concordanza - si legge in una nota della Procura - hanno varcato la soglia della gravità indiziaria nei confronti del coniuge di Federica».