Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Khamenei: "Un complotto Usa, i morti colpa loro". E il boia non si ferma. Il tycoon minaccia ancora
L'ayatollah Ali Khamenei alza di nuovo i toni e definisce Donald Trump un "criminale", ma gli Stati Uniti mettono in guardia l'Iran contro un'ulteriore escalation. Il tycoon sembrava aver rinviato l'attacco militare contro la Repubblica islamica dicendo che le autorità avevano accettato di fermare le esecuzioni dei manifestanti (circa 800 a suo dire), ma ora la Guida suprema di Teheran accusa il presidente Usa di essere "responsabile delle vittime, dei danni e della diffamazione che ha inflitto alla sua nazione".
Khamenei, riapparso in pubblico in occasione dell'Eid al-Mab'ath, definisce le proteste degli ultimi giorni il frutto di "un complotto americano", e precisa che "l'obiettivo degli Stati Uniti è quello di fagocitare l'Iran". Per la prima volta ammette pubblicamente che migliaia di persone sono state uccise, "alcune in modo disumano e selvaggio", e avverte che le autorità "devono spezzare la schiena ai sediziosi". "Non abbiamo intenzione di portare il Paese alla guerra, ma non risparmieremo i criminali nazionali, e nemmeno i criminali internazionali", assicura. Mentre per l'ayatollah Ahmad Khatami, membro del Consiglio dei Guardiani ed esponente di spicco dell'Assemblea degli Esperti (che nomina la Guida Suprema) i manifestanti "dovrebbero essere messi a morte", sono "maggiordomi e soldati" di Israele e degli Stati Uniti, e nessuno dei due Paesi dovrebbe "aspettarsi la pace".






