CAGLIARI. E via, torna prepotentemente d’attualità la dicotomia del calcio del terzo millennio: risultatisti versus giochisti. Cagliari-Juventus rende omaggio alla prima fazione, gratifica con tre ricchi punti e cotillon Pisacane&Co. autori d’una prestazione che è tutt’un pragmatico tener botta e resistere, fino al colpo di scena: il gol di Mazzitelli. Un gol che irrompe in quel che sarebbe stato uno zero spaccato di occasioni pericolose dei rossoblù, nonché a dispetto del teorico – e a conti fatti inutile, sterile, spuntato - strapotere bianconero. Proprio ora che dopo i recenti successi la Juve sembrava Juve e la cura Spalletti pareva scavallare dalla soglia del taumaturgico a quella del miracoloso, beh, è arrivata una batosta tanto inattesa quanto pesante e ridimensionante.
Pagelle Juve: Kalulu sbaglia sul gol del Cagliari, Mckennie opaco. Yildiz è solo
A maggior ragione se messa a confronto con i “corto muso” vincenti di Inter e Napoli, celebrati poche ore prima. Le nove vittorie nelle precedenti ultime 11 partite tra campionato e coppe, i 24 punti raccolti dall’avvicendamento in panchina: tutto assume connotati meno ridondanti con questa seconda sconfitta della nuova era. Svanisce l’entusiasmo, sbiadiscono i sogni di rientrare nella lotta scudetto. Tutto gettato via malamente in questa nefasta 22ª giornata. L’Inter ora sta a più 10, Napoli e Milan a + 4. Con i rossoneri che giocano oggi (e possono allungare ancora), così come la Roma (che in casa del Toro punta al sorpasso e a riprendersi il quarto posto in solitaria).







