CORTINA (BELLUNO) - Una pistola giocattolo e un'ascia. Sono queste le armi utilizzate dai rapinatori per svaligiare la gioielleria Cacciari Salvati in Corso Italia a Cortina. Gli investigatori non possono contare sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che risultano «inefficienti». Ma stanno comunque cercando di ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto mercoledì mattina, nel pieno centro del paese ampezzano, per stringere il cerchio. Le indagini proseguono a 360 gradi, nella caccia ai malviventi che hanno agito in pieno giorno, a volto scoperto, in quella che è stata riconosciuta come la prima rapina nella storia di Cortina. Ma intanto qualche tessera del mosaico inizia ad andare al suo posto. I carabinieri confermano che il colpo è stato messo a segno con un'arma finta e un'ascia. La prima è servita per tenere sotto minaccia la commessa dietro al banco della gioielleria, e costringerla a non muoversi; la seconda invece è stata utilizzata per infrangere le vetrine e arraffare ori e orologi, per un valore che gli inquirenti definiscono «ingente» e potrebbe essere quantificato in una cifra vicina al milione di euro. La pistola però non era una vera arma da fuoco, bensì la replica perfetta di una semiautomatica. Un giocattolo, quindi. Solo che fatto così bene da sembrare vero. E chi se lo sente puntare addosso, tra la sorpresa e il terrore, non sa che si tratta di un falso. «La dinamica è abbastanza acclarata» spiegano dal comando provinciale dei carabinieri, che stanno seguendo le indagini «in una bella sinergia tra Nucleo investigativo e Squadra mobile, segno indicativo dell'impegno che stiamo profondendo».