Secondo il ministro dell’Interno, bisogna sollecitare il “senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo qualche cosa di questo c'è”
La Spezia – “Ci dobbiamo interrogare come sia possibile che dei ragazzi a scuola regolino i propri conti attraverso l'utilizzo di coltelli portandoseli da casa”, commenta così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in un'anticipazione della sua intervista resa al Tg5, quanto accaduto all’istituto Einaudi-Chiodo della Spezia, dove Youssef Abanoub ha perso la vita a soli 18 anni per mano di un compagno di scuola, accoltellato all’addome mentre stava tornando in classe.
“Noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre i sistemi di sicurezza, i sistemi di prevenzione tradizionali, qualche cosa che riguardi anche la cultura, l'educazione di questi ragazzi. E anche un po' la sollecitazione del senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo qualche cosa di questo c'è”.
Intanto la Comunità Islamica della Spezia "esprime profondo cordoglio: una tragedia che colpisce l'intera comunità spezzina e che impone una riflessione seria sui temi dell'educazione e della prevenzione della violenza, fenomeno purtroppo sempre più diffuso tra i giovanissimi e che non può trovare alcuna giustificazione. L'Islam, religione di pace, condanna ogni forma di violenza contro persone innocenti - prosegue la nota -. A ricordarlo è anche il versetto 32 della Sura Al-Ma'idah: "Chiunque uccida un uomo, che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera; e chi ne abbia salvato uno sarà come se avesse salvato tutta l'umanità". "In segno di lutto - dichiara l'imam Ahmd Daadi - invitiamo la comunità marocchina della Spezia, nel rispetto del dolore della famiglia della vittima, ad astenersi da qualsiasi festeggiamento in caso di vittoria del Marocco in Coppa d'Africa contro il Senegal, in programma domani sera. Infine invitiamo tutta la cittadinanza a pregare per il giovane e la sua famiglia”.












