Berlino – Jafar Panahi, dal palco degli European Film Awards, ha lanciato un appello durissimo contro il regime e contro il sangue versato nel suo Iran, legando senza mediazioni il cinema alla responsabilità civile. Il cineasta concorreva con Un semplice incidente, coproduzione Francia-Iran-Lussemburgo, candidato come miglior film, regia e sceneggiatura, oltre che in corsa per il Lux Audience Award. Il film, vincitore della Palma d’oro a Cannes e scelto dalla Francia per la corsa all’Oscar al miglior film internazionale, racconta — con la consueta asciuttezza di Panahi — l’assurdità e la brutalità di un sistema di controllo che trasforma la vita quotidiana in un campo minato morale, dove la colpa è arbitraria e la violenza diventa procedura.

Jafar Panahi condannato a un anno di carcere in Iran

a cura della redazione Spettacoli

01 Dicembre 2025

Il discorso pronunciato agli European Film Awards è stato uno dei momenti più politici e sconvolgenti della cerimonia. Panahi ha parlato di un Paese “a mani nude” e di una repressione che ha scelto il buio come alleato: «Nelle ultime due settimane l’Iran è entrato in uno dei momenti storici più cruciali e decisivi della sua storia. Un momento in cui un popolo, a mani nude, è sceso in strada per riprendersi il diritto alla vita e per pronunciare di nuovo il nome della libertà. Ma il governo, invece di ascoltare la voce della gente, ha risposto con il suo linguaggio abituale: il linguaggio della violenza, di una strage senza precedenti e inconcepibile».