Gli strumenti della finanza straordinaria come leva per accelerare la crescita dimensionale delle Pmi italiane e la loro competitività internazionale, in una fase storica in cui le incertezze geopolitiche, le tensioni commerciali e le profonde trasformazioni tecnologiche richiedono alle aziende ingenti investimenti per continuare a crescere.

La finanza straordinaria a sostegno delle Pmi

A fine gennaio la divisone Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo darà il via a un roadshow che, fino a marzo, toccherà sette città in tutta Italia per presentare agli imprenditori locali la strategia che l’istituto guidato da Carlo Messina ha messo a punto e consolidato negli ultimi anni per affiancare le Pmi nelle operazioni realizzate attraverso l’uso di finanza strutturata, Ipo e M&A, accelerandone di fatto lo sviluppo. Si tratta dei classici strumenti dell’investment banking, rivolti però non solo ai grandi gruppi, ma alla più ampia platea delle piccole e medie imprese clienti della Banca dei Territori (con fatturato fino a 350 milioni di euro), che rappresentano la larghissima maggioranza del sistema produttivo italiano.

L’iniziativa si rivolge a un bacino potenziale di oltre 6mila aziende italiane che, per dimensione e valore, hanno le caratteristiche necessarie a intraprendere percorsi di sviluppo attraverso operazioni di finanza straordinaria. Un modello di advisory integrato unico nel nostro Paese, gestito da una struttura dedicata, nata una decina di anni fa dalla collaborazione tra la stessa Banca dei Territori e IMI CIB (IMI Corporate&Investment Banking), che oggi conta un team di 70 professionisti e si prepara a nuove sinergie anche con il Wealth Management del gruppo.