A 14 anni, ogni mattina, Mark Ricard Mariut camminava sul ciglio della provinciale 590 a San Sebastiano da Po. Percorreva quei pochi metri senza marciapiedi e senza strisce pedonali per salire sul bus diretto a Chivasso, dove frequentava la prima all’istituto tecnico. Lo ha fatto anche alle 7.30, quando è stato travolto dalla Mercedes Classe E guidata da un torinese di 54 anni, dirigente della Luxottica di Lauriano: il ragazzino ha distrutto il parabrezza, poi è rimbalzato sull’asfalto. Trasportato al San Giovanni Bosco di Torino, è morto alle 18.45. E la tragedia ha sollevato una polemica sulla pericolosità di quel tratto della 590, la provinciale che da Torino arriva fino al Vercellese: «Vorremmo mettere marciapiedi ovunque ma dobbiamo fare i conti con la realtà – riflette, quasi impotente, il sindaco di San Sebastiano da Po, Beppe Bava – Sono addolorato ma ricordo che il nostro paese ha avuto 8 milioni di euro di danni dall’alluvione di aprile. E i risarcimenti sono stati meno di un quarto».

Mark abitava con il papà, operaio edile, a pochi passi da dov’è stato investito, in località Abate. Non è chiaro se abbia attraversato la strada all’improvviso o se sia stato urtato mentre camminava. Saranno i carabinieri della Compagnia di Chivasso a chiarire cosa sia successo insieme alla procura di Ivrea, che ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale: nel registro degli indagati finirà il conducente della Mercedes, che dopo l’impatto ha inchiodato e chiamato i soccorsi. Poi ha assistito impotente mentre i sanitari del 118 caricavano il ragazzino sull’ambulanza e lo portavano al pronto soccorso. Anche l’automobilista, illeso, è finito in ospedale perché sotto shock. E per tutto il giorno ha sperato che il quattordicenne ce la facesse. Purtroppo Mark è arrivato già in arresto cardiaco, è stato rianimato e operato d’urgenza per salvargli la vita. Ma non c’è stato nulla da fare.