La vicenda affonda le radici nel 2024, quando il "Dottore", preoccupato per alcune perizie mediche che descrivevano il padre come una figura fragile e in difficoltà nel provvedere a sé stesso, aveva chiesto e ottenuto di diventarne amministratore di sostegno
Valentino e Graziano Rossi a Monza
Non è una sfida in pista, ma un duello amaro che si consuma tra le mura del Tribunale di Pesaro e che scuote la serenità di una delle famiglie più amate del motociclismo mondiale. Valentino Rossi ha deciso di passare alle vie legali per proteggere il padre Graziano, 71 anni, denunciando la compagna di quest’ultimo per circonvenzione di incapace. Al centro dell’esposto, come riportato dal Resto del Carlino, ci sarebbe una gestione poco chiara dei risparmi dell’ex pilota: secondo l’accusa, la donna, una cinquantenne legata a Graziano da circa un anno, avrebbe prelevato dal conto dell’uomo una cifra vicina ai 200mila euro in soli dodici mesi, suddivisi tra 176mila euro in bonifici e altri 34mila prelevati in contanti.
La vicenda affonda le radici nel 2024, quando il "Dottore", preoccupato per alcune perizie mediche che descrivevano il padre come una figura fragile e in difficoltà nel provvedere a sé stesso, aveva chiesto e ottenuto di diventarne amministratore di sostegno. Un incarico che però ha scatenato una frizione interna, culminata nella reazione dello stesso Graziano: l'anno successivo, l'originale pilota che ha trasmesso il Dna da corsa al figlio ha lottato per riprendersi la propria autonomia, ottenendo lo scorso 4 marzo la revoca dell’amministrazione dal giudice Davide Storti. Per il tribunale, in quel momento, Graziano era "nel pieno possesso delle proprie facoltà", tanto da poter continuare a guidare e persino a gareggiare nei rally.










