Valentino Rossi è convinto che la compagna di suo padre gli sottragga denaro. Circa 200 mila euro nell'arco di 12 anni, per la precisione, o almeno, questo è quanto sarebbe riuscito a ricostruire finora lui, nel periodo in cui ha avuto legalmente accesso ai conti. Lo ha ribadito in quello che, si apprende stamani dal Resto del Carlino, è il nuovo capitolo dello scontro giudiziario tra l'ex campione di MotoGP e Graziano Rossi: una denuncia per circonvenzione d'incapace depositata in sede penale, dove in sostanza il Dottore dice che la donna, 54 anni, impiegata pubblica, lo raggira approfittandosi di una sua ipotetica minorata capacità. Ora, la magistratura deve decidere se procedere o meno.

Sgarbi, la giudice: “Perfettamente capace, ma per ora non può fare testamento”. Chiesta una perizia medica

Il primo round

La prima guerra dei Rossi è iniziata nel 2024 in sede civile e si è conclusa nel maggio scorso, con una vittoria per Graziano. Indispettito per le circa 5 perizie psichiatriche a cui i giudici, su richiesta degli avvocati di Valentino lo hanno sottoposto, è riuscito a dimostrare di essere sano di mente, nonché in grado di prendere decisioni e disporre delle proprie finanze. D'altra parte, quello che negli Anni Ottanta è stato a sua volta un motociclista professionista, continua ad apparire in pubblico e partecipa a gare di rally, senza che siano mai stati rilevati segni di squilibrio da parte sua. Questa valutazione psichiatrica positiva ha posto fine a 12 mesi circa in cui, sulla base di perizie di segno opposto, Vale era stato designato suo amministratore di sostegno.