Il grande ritorno di Vincenzo De Luca sulla scena politica potrebbe avvenire nella "sua" Salerno, la città dove è iniziata irresistibile scalata dello sceriffo. Dopo essersi complimentato con i nuovi eletti, l'attuale sindaco Vincenzo Napoli, aprendo una seduta del Consiglio provinciale convocato per oggi, ha spiegato ai consiglieri: "Vi troverete a lavorare in un quadro mutato a livello regionale, c'è bisogno di una spinta propulsiva ampia, di una capacità progettuale innovativa. Entriamo in una nuova fase, sono necessarie dedizione e capacità amministrativa creativa, mi verrebbe da dire, sul da farsi. Dalla vostra avrete l'esperienza maturata".

Quindi Napoli ha rassegnato le sue dimissioni. Come prevede il Tuel, le dimissioni diventano efficaci e irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio. Il suo mandato si chiude, così, con un anno di anticipo, con le elezioni previste nella primavera del 2026 e non nello stesso periodo del 2027. Di "dimissioni pilotate" e "precedente pericoloso" parla Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia e vice-responsabile nazionale Enti locali del partito. "Si gioca con le Istituzioni come se fossero il salotto di casa - incalza Antonio Iannone, senatore di Fratelli d'Italia e commissario regionale del partito in Campania -. Il sindaco Napoli si dimette perché De Luca è rimasto senza poltrona e deve ricandidarsi a qualcosa per non stare disoccupato. Siamo alla gravità estrema e senza precedenti se si considera che Napoli è stato messo solo poco tempo fa a fare anche il presidente della Provincia. E secondo la legge Delrio ora occorrerà eleggere il nuovo presidente entro 90 giorni. Cosa dice il Pd nazionale di questo scandaloso modo di interpretare le Istituzioni da parte dei propri uomini? Si terminano anticipatamente mandati solo per calcolo politico in disprezzo totale dei cittadini e delle norme. Non c'è nessuna decente motivazione fornita dal sindaco Napoli per questa decisione. Siamo tornati al tempo di Celestino V e Bonifacio VIII".