Il nuovo patto Ferrari, che blinda il 32% del capitale della Rossa, riscrive gli equilibri tra i due azionisti di riferimento Exor e Piero Ferrari, e concede, inaspettatamente, al figlio del Drake una ampia libertà d’azione: potrà decidere in qualsiasi momento e nonostante la scadenza triennale di vendere fino al 5% della casa di Maranello senza invalidare gli accordi, ma soprattutto potrà disdettare il patto quando vuole, «a sua discrezione». Una autonomia totale che, a sorpresa, non è ugualmente concessa ad Exor. Per la holding della famiglia Agnelli l’unica via d’uscita anticipata è prevista nel caso in cui Piero Ferrari e il suo Trust scendano sotto la soglia del 5% della Rossa.
I nuovi accordi raccontano così una totale asimmetria nel trattamento dei due azionisti, assente nell’impostazione iniziale dell’agreement, e che secondo alcune ricostruzioni sarebbe figlia di un confronto tra i soci dopo la decisione della holding della famiglia Agnelli di collocare lo scorso anno sul mercato il 4% della sua quota. Una mossa a cui ha fatto poi seguito, in rapida successione, la discesa sensibile delle quotazioni della Rossa.
Il Sole 24 Ore ha ricostruito la genesi e il funzionamento di questo nuovo accordo parasociale, cruciale per blindare il controllo della casa di Maranello.






