La prima offerta del milionario Karel Komàrek era stata respinta dal Cda in toto. La seconda, con il prezzo aumentato da 3,50 a 3,90 euro per azione (circa 20 milioni di euro in più in totale), fa venire ulteriormente allo scoperto la spaccatura tra gli azionisti, con Piero Ferrari, il presidente onorario, che annuncia la vendita della sua quota allo “scalatore” ceco.
Il nuovo “no”
Komàrek vuole salire al 29,9% con l’offerta di acquisto parziale. Partiva dal 14,5%, ha recuperato nelle prime settimane dell’Opa circa lo 0,7%. Le azioni in mano a Piero Ferrari pesano per il 4,6% e il figlio del Drake è disposto a vendergliele entro il 13 aprile. Lo stesso presidente onorario ha votato a favore del nuovo prezzo proposto da Kkcg Marine, il veicolo di Komàrek, insieme con Stefano Domenicali (non azionista), mentre sul prezzo di 3,50 invece in precedenza si era astenuto Ferrari e Domenicali era stato assente giustticatio. Astenuto invece su entrambi i prezzi il Ceo Alberto Galassi, genero del figlio del Drake.
Cosa ha fatto cambiare idea a Ferrari? Sembra il quadro d’incertezza, dovuto alla guerra in Iran, tale da far considerare difficile la consegna di nuovi yacht in quella parte del mondo più vicina alle attività belliche e dunque congruo il nuovo prezzo d’offerta di acquisto.







