Il cantante spagnolo Julio Iglesias ha risposto alle accuse mosse da due sue ex dipendenti, affermando di non aver mai abusato, costretto o mancato di rispetto a nessuna donna. «Con profondo rammarico, rispondo alle accuse mosse da due persone che in precedenza lavoravano a casa mia. Nego di aver abusato, costretto o mancato di rispetto a nessuna donna», ha dichiarato l'artista sul suo profilo Instagram ieri. È la prima volta che il cantante affronta direttamente le accuse, rivelate martedì da un'inchiesta condotta da due media, in seguito ai commenti pubblicati dall'entourage dell'artista sulla rivista Hola!, in cui ha affermato che «tutto sarà chiarito» e che sta «preparando la sua difesa».

«Non ho mai provato tanta cattiveria, ma ho ancora la forza di far sapere alla gente tutta la verità e di difendere la mia dignità da un'offesa così grave», ha aggiunto il cantante su Instagram. Allo stesso tempo, Iglesias ha ringraziato «tante persone care che mi hanno inviato messaggi di affetto e lealtà; ho trovato grande conforto in loro». Il messaggio ha ricevuto una risposta immediata dall'attuale moglie del cantante, Miranda Rynsburger, originaria dei Paesi Bassi, che ha sposato nel 2010. Rynsburger, che ha cinque figli con l'artista spagnolo e non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione pubblica, ha scritto sul suo profilo Instagram: «Sempre al tuo fianco» insieme a un'emoji a forma di cuore. I presunti abusi sarebbero avvenuti nelle case di Julio Iglesias nella Repubblica Dominicana, alle Bahamas e in Spagna. Una delle donne era una domestica e l'altra una fisioterapista, secondo un'indagine del sito di informazione digitale spagnolo elDiario. Ma l’inchiesta si è allargata in breve tempo. Si è, infatti, aggiunta una terza accusatrice al cantante spagnolo nei giorni scorsi. Il caso è scoppiato a seguito di un'inchiesta giornalistica condotta dal sito di notizie elDiario.es e dall'emittente statunitense in lingua spagnola Univision, durata tre anni. Secondo quanto hanno denunciato le due donne, nel 2021 Julio Iglesias avrebbe abusato del suo potere per sfruttarle lavorativamente e aggredirle sessualmente mentre lavoravano nelle sue residenze in Repubblica Dominicana e alle Bahamas, in un contesto di intimidazione. In alcuni casi gli abusi e le aggressioni sarebbero stati commessi in presenza di altre dipendenti di Iglesias che avevano un potere gerarchico sulle denuncianti. «Le interviste descrivono condizioni di isolamento delle donne, controversie di lavoro e un clima di tensione costante», scrive elDiario.es, sottolineando che le lunghe testimonianze, raccolte per oltre un anno, risultano «coerenti e supportate da prove documentali e referti medici». La prima presunta vittima, Rebecca, aveva 22 anni all'epoca dei fatti. Denuncia che Iglesias, allora 77enne, la chiamava spesso nella sua stanza alla fine della giornata di lavoro. «Mi usava quasi ogni notte. Mi sentivo come un oggetto, come una schiava», senza possibilità di opporsi. Nella lunga testimonianza vengono descritti atti sessuali non consensuali e aggressioni ripetute, che, secondo il suo racconto, avvenivano talvolta in presenza di una superiore. Ma anche «umiliazioni» e vessazioni fisiche e verbali. La seconda donna, Laura, 28 anni, fisioterapista personale del cantante, denuncia baci e palpeggiamenti indesiderati e rapporti non consensuali. «Eravamo in spiaggia e lui si è avvicinato e mi ha toccato i capezzoli», ha raccontato, riferendo simili aggressioni anche a bordo piscina del resort di lusso di Iglesias a Punta Cana. Entrambi parlano di un sistema che avrebbe «normalizzato gli abusi», a partire dal reclutamento: annunci sui social rivolti a giovani donne, richieste di foto del corpo e domande intime all'arrivo. Le due donne, che vengono assistite legalmente dall'ong Women's Link Worldwide hanno sporto denuncia presso la procura dell'Audiencia Nacional spagnola, che le ascolterà nei prossimi giorni come "testimoni protetti". Infatti, la Procura spagnola ascolterà come testimonianze protette le due ex lavoratrici che hanno denunciato il cantante. È quanto annunciato hanno Women's Link Worldwide e Amnesty International nel corso di una conferenza stampa online dedicata al caso. «Essere ascoltate dalla Procura è un passo molto importante nella ricerca di giustizia per Rebecca e Laura», ha detto Jovana Rios Cisnero, direttrice esecutiva di Women's Link, riguardo alle due presunte vittime delle violenze sessuali. Cisneso ha informato che l'associazione «è stata contattata da altre donne» che avrebbero lavorato per il cantante e avrebbero segnalato abusi simili. «Non forniremo ulteriori dettagli al riguardo per ragioni di sicurezza», ha dichiarato. Virgilia Alvarez, di Amnesty international Spagna, ha sottolineato il valore dell'indagine preliminare avviata dalla Procura spagnola in ambito internazionale. E ha assicurato che quanto denunciato da due ex dipendenti di Julio Iglesias «non può essere considerato un fatto isolato», ma è «un modello», che rientra «in strutture di sfruttamento fondate sull'idea che il tempo, il corpo e il lavoro delle donne sono a buon mercato e sostituibili», ha spiegato. Il caso ha suscitato un ampio dibattito in Spagna. Esponenti del governo e di partiti della sinistra hanno espresso solidarietà alle denuncianti, chiedendo che venga fatta piena luce sulle accuse. Osservatori e commentatori inseriscono la vicenda nel più ampio contesto dell'emersione, negli ultimi anni, di presunti abusi sistemici nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, in linea con il movimento #MeToo.