Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
16 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:14
Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i giovani, non viene dal nulla. A differenza di diversi signori della politica, compresa la premier Giorgia Meloni, possiede una laurea – in economia e commercio alla Luiss di Roma -, si è specializzato nella gestione industriale dello sport, dal 1987 al 1994 è stato direttore marketing della filiale italiana della multinazionale statunitense IMG – International Management Group -, è stato nel 1994 co-fondatore di Media Partners Group, dal 2002 al 2008 è stato consigliere di amministrazione per CONI Servizi, dal 2010 al 2017 è stato presidente della Lega di calcio di Serie B, nel 2017 fu nominato presidente dell’istituto per il credito sportivo e dal 22 ottobre 2022 fa parte dell’attuale governo di centro-destra. Rispetto a diversi personaggi, capaci di passare con disinvoltura da un partito all’altro, pur essendo indipendente, è sempre rimasto fedele alle due idee: non ha mai nascosto le sue simpatie per la destra e per le sue icone storiche. Abodi conosce bene la materia. Non è approdato allo sport per ripiego o convenienza. Ed essendo romano, dovrebbe conoscere bene la politica, definita una volta, dal novantottenne Rino Formica, ex peso massimo del partito socialista, “sangue e merda”.







