Ha spento le candeline in volo, con gli auguri di buon compleanno intonati dal suo staff e della figlia Ginevra, ancora una volta in missione al suo fianco. Giorgia Meloni ha compiuto 49 anni lasciandosi l'Oman alle spalle per raggiungere il Giappone, prima tappa della missione in Asia che la condurrà anche a Seul, dove è attesa nel pomeriggio di sabato.

La presidente del Consiglio incontrerà oggi a Tokyo la prima ministra nipponica Sanae Takaichi, ultra-conservatrice e "leader di ferro", pronta a indire elezioni anticipate per cavalcare l'onda di popolarità che l'ha accompagnata nei primi mesi alla guida del paese: obiettivo consegnare al suo partito la maggioranza assoluta, mandando in pensione un Parlamento traballante. Pugno duro, giustappunto.

Meloni, prima di decollare per Seul, sabato ha in programma una carambola di incontri con i colossi dell'industria giapponese, con l'intento di attrarre investimenti in Italia, un registro che è pronta a replicare anche in Corea del Sud.

Sono ben 440 le società nipponiche attive nel nostro Paese, contano più di 51 mila dipendenti e un fatturato che si aggira sui 30 miliardi di euro. Mentre sono oltre 170 le aziende italiane attive in Giappone, con oltre 8mila dipendenti e un fatturato da 2,9 miliardi almeno. La premier pensa si possa fare di più e meglio. E a ben guardare l'Asia è solo un tassello, per quanto prezioso, di quella tela a cui Meloni lavora per spingere una crescita ostacolata dalla mannaia dei dazi calata da Trump, nonché dalle guerre e dalle crisi internazionali divampate nel pianeta. E su cui il tycoon, sempre lui, ha più volte messo lo zampino. Il fil rouge della strategia meloniana punta a diversificare i mercati, spingendo l'acceleratore su quadranti che in passato avevano poco appeal. O che, semplicemente, non erano battuti, vedi la Corea che non vedeva un presidente del Consiglio italiano da ben 19 anni.