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15 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:12

La Corte d’Appello di Milano, nel processo sul caso chiamato Mensa dei Poveri, ha deciso di ridurre in modo significativo la condanna inflitta in primo grado all’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi. La pena è passata da 4 anni e 2 mesi a 1 anno con sospensione della pena e una multa di 500 euro. La decisione è arrivata dopo l’assoluzione di Comi dall’accusa di corruzione e da uno degli episodi di truffa contestati. Dopo la lettura del dispositivo, Comi è scoppiata in lacrime: “Le mie, dopo 7 anni, sono lacrime di gioia, perché è stato stabilito oggi che ‘il fatto non sussistè. Ho sempre dimostrato fin dal primo giorno di essere innocente e continuerò anche in Cassazione (per l’unico capo d’imputazione rimasto, ndr) a dimostrare l’innocenza per quest’ultimo pezzettino. Non ho mai preso un euro, ho servito il mio Paese di cui sono orgogliosa ed è stato dimostrato che non c’è mai stata corruzione”.

Decisiva per l’assoluzione dall’accusa di corruzione è la sopraggiunta inutilizzabilità delle chat WhatsApp utilizzate in primo grado. Si trattava di messaggi scambiati nel dicembre 2018 tra Comi e l’avvocata Maria Teresa Bergamaschi, sua collaboratrice, estratti dal telefono di quest’ultima con il suo consenso mentre veniva ascoltata come testimone. Messaggi considerati documenti e quindi utili a ricostruire, secondo l’accusa, un presunto accordo corruttivo per l’assegnazione di consulenze da parte di Afol Metropolitana (Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro), allora diretta da Giuseppe Zingale, in un contesto di rapporti politici che coinvolgevano anche Nino Caianiello, l’allora ras di Forza Italia a Varese e in Lombardia. Nel 2023, però, questo tipo di messaggi sono stati classificati come “corrispondenza privata” dalla Corte Costituzionale (caso Open-Renzi). Significa che per i parlamentari serve l’autorizzazione dell’assemblea di appartenenza. E siccome nel caso di Comi l’autorizzazione dell’Europarlamento non era stata richiesta, la Corte d’Appello ha dichiarato le chat inutilizzabili e decaduta l’accusa di corruzione.