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15 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:40
Mentre Donald Trump gioca la sua partita a Risiko su più fronti, dal Venezuela all’Iran, fino alla Groenlandia, colui che negli ultimi mesi sembrava essere tornato un interlocutore importante per Washington accusa, senza nominarli, gli Stati Uniti di portare avanti una politica aggressiva che allontana la pace. La situazione a livello internazionale si sta sempre più degradando e la diplomazia viene sempre più sostituita da “azioni unilaterali e molto pericolose – ha detto durante la cerimonia per la presentazione delle credenziali di 34 ambasciatori – Invece di un dialogo tra Stati, sentiamo il monologo da parte di coloro che, con il diritto della forza, considerano accettabile dettare agli altri la loro volontà, insegnare agli altri come vivere e dare ordini”.
I rapporti tra Putin e Trump, che hanno vissuto momenti di apparente feeling durante le contrattazioni per arrivare a una pace mediata in Ucraina, sembrano essersi raffreddati. L’ultimo sforzo del tycoon, con il piano di pace sul quale, sostengono le parti, c’è “un accordo sul 90% del testo”, non ha ancora portato a risultati concreti e il presidente Usa sembra aver terminato la pazienza per la strategia del leader di Mosca. Inoltre, l’apertura di nuovi fronti ha relegato, almeno per quanto riguarda le dichiarazioni e gli incontri pubblici, la questione in secondo piano.






