Si chiama Don Angelo Veraldi e lo ha intervistato il Corriere della Sera tirando fuori una chiacchierata che si legge in un lampo. 94 anni il prossimo ottobre, lui la prende così: “Dicono che sia un bel traguardo, ma io punto a 120. Il Signore mi ascolta. E intanto mi preparo alla dodicesima laurea”. Vive a Passirano, Brescia e sulla dodicesima laurea non scherza: “Sarà dedicata al significato del Tau e della Croce. Conto di conseguirla alla Statale di Milano entro il prossimo dicembre, cinquantun anni dopo la prima laurea, in Lingue, ottenuta proprio lì nel 1975. Scelsi allora un’università laica: mi sembrava giusto uscire dal contesto religioso. Il confronto, se è vero, aiuta a capire senza pregiudizi”.
Don Angelo dice di avere “rallentato” e di passare più tempo a casa e meno in parrocchia: “Ma ho un sacco di cose da fare: mi tengo attivo, soprattutto di testa. Dio mi ha lasciato l’intelligenza intatta e la voglia di fare. Ottimizzo“. Conosce sette lingue (“se escludiamo il latino, che non parlo, sì, vero. Inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, italiano e un po’ di cinese. Ho girato tutto il mondo per ben due volte”), va a letto alle 21 e si alza alle 7:30 e altri ‘segreti’ paiono semplici ma non lo sono affatto: “Dormo tutta la notte, senza bisogno di pillole, a parte quella per la pressione. Poi faccio attività fisica: camminate e bicicletta nelle campagne intorno a Passirano. Una spinta importante arriva dalla tavola”.






