Gibellina, 15 gen. (askanews) – A 58 anni dal terremoto che sconvolse il Belìce, Gibellina, la cittàdina siciliana rinata e ricostruita nel segno degli artisti inaugura il proprio anno come prima Capitale italiana dell’arte contemporanea. In un municipio pieno di artisti, istituzioni e tanti cittadini, il sindaco Salvatore Sutera ha raccontato un’utopia diventata realtà, a partite dalla tragedia del 1968. “Chiaramente – ha detto il primo cittadino ad askanews – non possiamo fermarci al passato, non possiamo fermarci alla storia, ma seguendo quella direttrice vogliamo far sì che questa città, insieme a tutto il territorio del Belice, a tutta la provincia di Trapani, possa approfittare di questo momento di grande visibilità lavorando comunque in quell’ottica di far sì di recuperare tutto quello che c’è da recuperare, di programmare, di fare sicuramente, di progettare delle nuove iniziative collegate molto strettamente a tutto il territorio”.
Alla cerimonia ha preso parte anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha ricordato il Grande Cretto di Alberto Burri e il modo in cui qui si è saputo trasformare un dramma in qualcosa di salvifico. “Perché Gibellina non poteva non essere la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea – si è chiesto il ministro -. Gibellina è sacra perché ha saputo rigenerarsi e fare di quell’immane tragedia qualcosa di sacro”.








