Il tumore, nella maggior parte dei casi, non diventa più aggressivo lì dove nasce, ma quando si muove. Circa il 90% delle morti oncologiche, infatti, è causato dalle metastasi, cioè da tumori secondari che si formano a distanza da quello originario. Capire come le cellule tumorali migrano nei tessuti non è quindi un dettaglio da laboratorio, ma uno snodo centrale per immaginare nuove terapie capaci di fermarle prima che si diffondano.

Per anni la ricerca ha studiato questo processo soprattutto in vitro, osservando cellule isolate o piccoli gruppi muoversi in ambienti artificiali. Ma cosa succede davvero dentro un tessuto vivo? È a questa domanda che ha provato a rispondere un gruppo di ricercatori del Centro per la Complessità e i Biosistemi dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con il Radboud University Medical Centre di Nijmegen, pubblicando uno studio sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science (PNAS).

Guardare le metastasi mentre accadono

Grazie alla microscopia intravitale a multifotone, una tecnica che permette di osservare i tessuti vivi in profondità e in tre dimensioni, i ricercatori hanno seguito in tempo reale l’invasione delle cellule tumorali nel derma. Quello che hanno visto ha cambiato il quadro. Le cellule non avanzano da sole né come un fronte compatto. Si muovono piuttosto secondo una migrazione collettiva poco coesiva, un comportamento dinamico in cui il gruppo si riorganizza continuamente, con cellule che avanzano e arretrano lungo percorsi preferenziali già presenti nel tessuto.