Per milioni di persone cani, gatti e altri animali domestici non sono semplici compagni, ma membri della famiglia. Un nuovo studio scientifico mostra che la loro perdita può provocare un dolore intenso e duraturo. E in alcuni casi, questo lutto assume le caratteristiche di un vero disturbo psichiatrico: il lutto patologico.

Un lutto che la psichiatria non riconosce

Il disturbo da lutto prolungato (Prolonged Grief Disorder, PGD) è una diagnosi psichiatrica ufficiale, inclusa sia nell’ICD-11 dell’Organizzazione mondiale della sanità sia nel DSM-5-TR dell’American Psychiatric Association. Secondo entrambe le classificazioni, però, può essere diagnosticato solo dopo la morte di una persona.

La morte di un animale domestico, per quanto dolorosa, non rientra nei criteri. Una scelta che oggi viene messa in discussione da uno studio pubblicato su PLOS One, basato su un ampio campione rappresentativo della popolazione adulta del Regno Unito.

La ricerca parte da un presupposto semplice: se il cuore del disturbo da lutto prolungato è la perdita di un legame affettivo profondo, ha ancora senso escludere gli animali da compagnia, sapendo quanto forti possano essere questi legami?