Toni sgarbati, comunicazioni interrotte in malo modo, addirittura un placcaggio in ospedale da parte della vigilanza, nei confronti di un padre che pensava che il figlio fosse ricoverato dopo il rogo di Crans-Montana. Il ragazzino, in realtà, era morto. E adesso i genitori di Tristan Pidoux, 17 anni, hanno ripercorso in una denuncia inviata alla procura di Sion quei momenti terribili. Quando hanno saputo del rogo e non sono riusciti a contattare il figlio, il padre e la madre hanno chiamato la linea di emergenza, ricevendo risposte sbrigative.

«La madre ha sottolineato che il personale della linea di assistenza telefonica si è mostrato sgarbato quando lei ha cercato di ottenere informazioni sul motivo per cui il figlio non fosse ancora stato identificato nonostante tutti i dati forniti, sebbene fosse naturale che i genitori si preoccupassero - ha scritto il legale della coppia, l’avvocato Nina Fournier, nell’atto inviato alla procura di Sion - Il personale avrebbe dovuto aspettarsi che i genitori si sarebbero allarmati».

I due hanno raccontato di essere stati continuamente interrotti mentre chiedevano aiuto, un comportamento che nella denuncia viene definito «del tutto inappropriato, vista la tragedia».