«Se ti presenti ad un ente di ricerca con un budget di 100mila euro puoi fare ben poco. Se però puoi contare su 2-3 milioni, allora il discorso cambia». Il concetto espresso da Gianluigi Viscardi, l’unione fa la forza, è il principio fondativo su cui si basa il consorzio che l’imprenditore presiede, Intellimech. Gruppo di aziende, in maggioranza Pmi, che ha deciso di mettere a fattor comune le proprie capacità ed esigenze di innovazione. Strategia semplice solo a parole, molto meno nella messa a terra, tenendo conto di realtà giustamente gelose del proprio know-how, impegnate ad affrontare priorità diverse e che pure hanno trovato il modo di collaborare in modo sistematico. In un percorso chiaramente virtuoso, con la cartina di tornasole del perimetro dei soci, ora al massimo storico di 77, a testimoniare la validità dell’iniziativa insediata al Kilometro Rosso di Bergamo. «Crescita - spiega Viscardi - che pone anche nuove sfide organizzative, come ad esempio la gestione degli eventi in presenza presso le aziende, che ormai vedono la partecipazione sistematica di oltre 100 persone, un chiaro indicatore del successo di questo schema». Per Intellimech, che prevede nel 2026 l’arrivo di altre quattro imprese, la crescita prosegue anche in termini strutturali, con il più che raddoppio degli spazi occupati (nuova sede da 500 metri quadri) e il rilancio dell’attività su più fronti. «Attraverso interviste mirate con i partner - spiega Viscardi - abbiamo selezionato dieci progetti di interesse comune da sviluppare, in gran parte orientati all’intelligenza artificiale. Mentre in parallelo prosegue l’attività con l’Istituto Italiano di Tecnologia: dopo una prima esperienza con il laboratorio congiunto sulla robotica abbiamo deciso di raddoppiare, investendo altri 3,5 milioni e finanziando per undici anni una posizione di ricerca senior».