Roma, 15 gen. (askanews) – La riapertura dello spazio aereo iraniano dopo una chiusura improvvisa durata diverse ore attenua le tensioni che avevano fatto temere un’imminente escalation militare. I voli hanno ripreso stamattina gradualmente a sorvolare il Paese, anche se molte compagnie internazionali continuano a evitare l’area per motivi di sicurezza.

Nel frattempo, su richiesta degli Stati Uniti, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce oggi per un briefing dedicato alla situazione in Iran.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato ieri sera di aver ricevuto assicurazioni da “fonti molto importanti dall’altra parte” secondo cui l’uccisione dei manifestanti in Iran sarebbe stata fermata e le esecuzioni previste non avrebbero avuto luogo. Trump ha tuttavia precisato che Washington non ha ancora verificato in modo indipendente tali affermazioni e che gli Stati Uniti “osserveranno e vedranno” prima di prendere decisioni su un’eventuale azione militare.

Secondo l’organizzazione Iran Human Rights, con sede in Norvegia, la repressione delle proteste avrebbe causato almeno 3.428 morti e oltre 10.000 arresti. Il presidente americano aveva più volte evocato nei giorni scorsi la possibilità di intervenire in sostegno della popolazione iraniana, contribuendo a far salire la tensione internazionale.