Èil dilemma che tormenta i single di tutto il mondo, dai banchi di scuola ai tavoli dei ristoranti: gli piaccio davvero o sta solo cercando di non essere scortese? Sebbene decifrare i segnali del corpo sia un’arte complessa, la scienza suggerisce che la risposta potrebbe essere scritta proprio “nero su nero”, al centro degli occhi di chi abbiamo di fronte. Secondo Amanda Meyer e Monika Zimanyi, esperte di anatomia alla James Cook University, quel cliché dei romanzi rosa sulle pupille che si dilatano per la passione non è solo una licenza poetica. È biologia! “Quando le pupille di chi ci sta di fronte si dilatano può significare che c’è un interesse, un’attrazione”, conferma Claudio Mencacci, direttore emerito di psichiatria all’ospedale Fatebenefratelli di Milano e co-presidente della Società Italiana di Neuro Psico Farmacologia (Sinpf).

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Le sei “f”

Gli occhi dunque possono essere davvero una finestra su quello che l’altro prova. La pupilla, in particolare, è quel foro che si espande e si contrae per regolare la luce. Questo movimento è gestito da due sistemi in perenne equilibrio: il sistema parasimpatico, quello del “riposo e digestione” che fa contrarre la pupilla; e il sistema simpatico, quello del “combatti o fuggi” che, come una molla, la allarga. “È proprio quest’ultimo a scattare quando proviamo attrazione”, conferma. Solitamente le pupille si dilatano in risposta a sei stimoli, chiamati “sei f”: (lotta), flee (fuga), feed (nutrimento), focus (concentrazione), fix (l'effetto di sostanze) e, naturalmente, fornicate (desiderio sessuale).