ROMA - Un commissario per il ponte sullo Stretto. Il governo ci pensa. L’idea è sul tavolo di Palazzo Chigi, che ha strappato il dossier al ministero dei Trasporti di Matteo Salvini dopo la bocciatura della Corte dei conti. Ma nelle ultime ore è emersa la tentazione di un’ulteriore centralizzazione. Il nome più quotato per il nuovo incarico è quello di Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, la concessionaria a controllo pubblico per la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento tra la Calabria e la Sicilia.
Fonti di governo spiegano a Repubblica che l’ipotesi del commissario nasce dalla necessità di avere un referente unico. Toccherà a lui mettere ordine nella babele dei lavori in corso dentro l’esecutivo per rispondere ai rilievi dei magistrati contabili. Una sorta di mea culpa per gli errori fatti durante la preparazione della delibera Cipess, l’atto fermato dalla Corte.
Ponte sullo Stretto, via ai cantieri nemmeno nel 2026? Ecco perché
di Antonio Fraschilla
La riflessione in capo alla presidenza del Consiglio recita grosso modo così: la catena di comando si è rivelata confusionaria. Troppi passaggi difettosi tra Mit, Mef e Dipartimento per la programmazione economica di Palazzo Chigi. Per questo si cambia. Il commissario sarà anche il punto di riferimento delle amministrazioni prima della presentazione di nuovi documenti in Consiglio dei ministri. E avrà il compito di interloquire con la Commissione europea.






