Roma, 14 gen. (askanews) – Il vaccino per l’Hpv potrebbe prevenire quasi tremila morti l’anno in Italia dovuti ai tumori correlati all’infezione, ma nel nostro paese sette genitori su dieci credono che invece questa forma di prevenzione non sia utile, e per otto su dieci l’Hpv non è una malattia grave. Il risultato di questa scarsa consapevolezza è che nel nostro paese la copertura è ancora molto bassa, con appena metà della popolazione target, ragazze e ragazzi sotto i 12 anni, che è effettivamente protetta. I numeri sono stati presentati durante il convegno “Promuovere la Salute, Educare alla Prevenzione: il Ruolo Condiviso contro l’Hpv” che si è tenuto oggi nella sede dell’Iss.
“Siamo purtroppo ancora lontani dall’obiettivo di vaccinare il 95% dei ragazzi e delle ragazze di 11-12 anni entro il 2030 – ha sottolineato il presidente dell’Iss Rocco Bellantone in apertura dell’evento -, e restano ampie differenze nella copertura vaccinale tra una regione e l’altra. Diseguaglianze culturali e territoriali non possono né devono impedire l’accesso a questo strumento così importante. Pediatri, medici di famiglia, genitori, insegnanti, ginecologi, devono promuovere la vaccinazione perché la prevenzione è un diritto di tutti. È necessario spiegare ai ragazzi che vaccinandosi, proteggono innanzitutto se stessi e che, riducendo la circolazione delle infezioni, proteggono anche gli altri. A loro, e alle loro famiglie, chiediamo di compiere questo atto di responsabilità, che diventa anche, poi, sempre, un atto d’amore”.






