Dalla fusione tra l'azienda italiana Comer Industries e la giapponese Nabtesco, nasce una joint venture che unisce le eccellenze dei due Paesi, proprio mentre Roma e Tokyo celebrano 160 anni di alleanza.

Il matrimonio industriale è di quelli che contano, ed è stato ufficializzato a Tarui, nella Prefettura di Gifu, alla presenza del Console generale d'Italia a Osaka, Filippo Manara, che ha evidenziato il valore dell'investimento per il territorio e il suo significato nel più ampio contesto del rafforzamento della cooperazione economica e industriale, in una fase particolarmente significativa delle relazioni bilaterali.

Da un lato, l'Italia con la sua meccatronica avanzata e la capacità di integrare sistemi complessi; dall'altro, il Giappone, maestro indiscusso nelle tecnologie idrauliche di precisione. Il risultato è un investimento da 14,2 miliardi di yen, circa 90 milioni di euro, che guarda al futuro. La formula è chiara: Comer Industries acquisisce il 70% della nuova società, nata dalla cessione del ramo "Hydraulic Equipment" di Nabtesco, che mantiene il restante 30%. La divisione, con stabilimenti in Giappone, Cina e Thailandia e circa 800 dipendenti, produce sistemi idraulici di alta gamma per l'industria globale. Per Comer, è l'ultimo tassello per completare la propria offerta tecnologica; per l'Italia, un passo da gigante nella presenza industriale in Asia. L'operazione arriva a pochi giorni dalla visita in Giappone del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che insieme al la premier Sanae Takaichi darà il via alle celebrazioni per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Il progetto rappresenta un esempio concreto di cooperazione industriale tra i due Paesi, basata su competenze complementari, qualità tecnologica e visione strategica condivisa.