Il presidente Donald Trump ha appena visitato lo stabilimento Ford di Dearborn, in Michigan, per difendere con forza la sua politica dei dazi e tentare di placare le preoccupazioni degli americani sulla tenuta dell'economia, tra prezzi ancora elevati e timori per il mercato del lavoro.

Il presidente in fabbrica

Trump ha percorso la linea di produzione del pick-up F-150, il veicolo più venduto negli Stati Uniti, osservando da vicino le fasi di assemblaggio dei modelli a benzina, ibridi e il potente Raptor off-road. Accompagnato dall'Executive Chairman Bill Ford (discendente del fondatore Henry Ford), dal CEO Jim Farley – qui in foto con il presidente – e dal responsabile dello stabilimento Corey Williams, il presidente ha conversato con operai e manager, dichiarando: «Tutti i costruttori automobilistici americani stanno andando alla grande».

L’aiuto alle marche Usa

La visita, parte di una strategia per rafforzare il messaggio di rilancio manifatturiero, si è conclusa con un discorso al Detroit Economic Club, ospitato al MotorCity Casino. Il presidente ha proclamato l'inizio del «Trump economic boom», attribuendo gran parte del presunto successo all'uso «storico» dei dazi. «I dazi sono pagati in stragrande maggioranza da nazioni straniere e intermediari», ha insistito Trump, smentendo le analisi della maggior parte degli economisti secondo cui i costi delle tariffe finiscono per ricadere sui consumatori americani, alimentando l'inflazione percepita.