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Ultimo aggiornamento: 8:02
“Contratto non rinnovato”. Il messaggio Whatsapp è arrivato il 31 dicembre alla stragrande maggioranza dei lavoratori interinali del magazzino AFS-BRT di Madonna dell’Acqua, in provincia di Pisa. I dipendenti coinvolti, che avevano partecipato allo sciopero del 18 novembre, hanno ricevuto la comunicazione che quello sarebbe stato il loro ultimo giorno di contratto. Al loro posto, l’azienda ha inserito nuovi lavoratori interinali per svolgere le stesse identiche mansioni. Proprio per questo, la mattina dell’8 gennaio, è ripartita la mobilitazione con uno sciopero di un’ora e un presidio davanti ai cancelli della struttura.
“Nonostante gli impegni presi dall’azienda, i lavoratori interinali che hanno partecipato allo sciopero del 18 novembre non hanno ottenuto il rinnovo del contratto oltre il 31 dicembre. Al loro posto sono stati inseriti nuovi lavoratori interinali, utilizzati per svolgere le stesse identiche mansioni”, denuncia il sindacato Multi in una nota. A mobilitarsi, in solidarietà dei lavoratori esclusi, sono stati anche i loro colleghi. Per Diritti in Comune si tratta di una “decisione che colpisce volutamente chi, nelle scorse settimane, si era mobilitato per difendere i propri diritti e pretendere condizioni di lavoro dignitose”. Il gruppo politico definisce l’episodio “gravissimo” e parla apertamente di “vera e propria ritorsione nei confronti di chi ha denunciato una forma di sfruttamento e si è organizzato attraverso la lotta sindacale”.






