La conversione delle risparmio in ordinarie apre un nuovo scenario per Tim verso un’altra prospettiva strategica. Lunedì 19, in mattinata, è in calendario una riunione del cda per integrare i comitati endoconsiliari a seguito di due avvicendamenti recenti e si terrà anche una riunione di “induction” per avviare il cantiere di un nuovo piano industriale 2026-2029 che prenderà il posto del solito aggiornamento annuale di quello in corso (2025-2028).
Il nuovo business plan che verrà presentato attorno a metà marzo alla comunità finanziaria dopo l’approvazione del board, segnerà l’integrazione industriale di attività con Poste Italiane che dal 27,32% del capitale, post conversione scenderà al 19,6% circa. Secondo le prime stime potrebbero esserci sinergie per 1-1,2 miliardi.
Sul piano operativo l’alleanza si consoliderà dopo il rinnovo delle cariche in Poste con la conferma - scontata - ad aprile dell’ad Matteo Del Fante e del dg Giuseppe Lasco.
L’ad di Tim Pietro Labriola avrebbe ritenuto opportuno elaborare un nuovo piano strategico perchè la conversione delle risparmio, da approvare dall’assemblea del 28 gennaio, cambierà la struttura del capitale rendendolo più flessibile con un diverso impegno di cassa, prevedendo una struttura delle riserve diverso e la remunerazione del capitale.






