BASSANO DEL GRAPPA (VICENZA) - Lui l’aveva contattata via Whatsapp, dopo averla notata e rintracciata attraverso chissà quale social network. Poi il loro rapporto aveva invaso quasi ogni altro sistema di chat che potesse essere installato sui rispettivi cellulari, da Telegram alla messaggistica privata di Instagram. E alla fine, quando tutti gli account della ragazzina erano stati bloccati, disabilitati, limitati, l’uomo era riuscito a raggiungerla sfruttando addirittura il suo indirizzo e-mail scolastico - che almeno in teoria dovrebbe essere protetto da qualsiasi forma di intrusione esterna. Lui 47 anni, del Napoletano, lei appena 14, bassanese: a legarli una storia che per la Procura di Venezia si definisce con le accuse di adescamento di minore e violenza sessuale per via telematica, e che è culminata nelle scorse ore con l’arresto dell’uomo, ieri interrogato a distanza dal carcere di Ariano Irpino, in provincia di Avellino.

A sporgere denuncia, a fine settembre, era stato il padre della minorenne, che aveva scoperto la fitta corrispondenza che la figlia portava avanti da mesi con l’uomo di mezza età: lei si diceva innamoratissima, lui pretendeva tutto quello che poteva ottenere a distanza, domandando alla 14enne foto e video sempre più espliciti, con il dichiarato intento di usare quei file per masturbarsi; richieste che la giovanissima soddisfaceva prontamente, mostrandosi nuda, inviando immagini e filmati in cui si spogliava e si toccava. Sconvolti, i genitori della ragazzina avevano provveduto subito a limitare l’uso delle applicazioni installate sul telefonino della figlia, bloccandone l’utilizzo con dei timer, ma il risultato era stato un imprevedibile crollo della 14enne, che presenta un disturbo da deficit di attenzione e iperattività: la giovane aveva afferrato un coltello da cucina, si era lanciata in mezzo alla strada urlando che il padre voleva ucciderla, minacciando di togliersi lei stessa la vita. Ricoverata, i medici erano arrivati a raccomandare alla famiglia di sbloccare lo smartphone, pur di tranquillizzarla - ovviamente a fronte di un’azione legale contro l’uomo che la importunava.