Bill e Hillary Clinton sfidano Capitol Hill e si rifiutano di testimoniare nell'indagine della Camera su Jeffrey Epstein, gettando le basi per una lunga e dura battaglia legale.

L'ex presidente e sua moglie rischiano infatti di essere accusati di oltraggio al Congresso, un'accusa che comporta una multa fino a 100.000 dollari e il carcere per un massimo di 12 mesi.

L'ex presidente e sua moglie sono consapevoli del rischio della loro decisione ma, nonostante questo, hanno deciso di andare avanti nella loro battaglia contro quello che ritengono un processo dettato solo da motivazioni politiche. "Siamo certi che qualsiasi persona ragionevole, all'interno o fuori dal Congresso, si renderà conto che state cercando di punire chi ritenete un nemico e proteggere chi ritenete amici", hanno scritto i Clinton al presidente della commissione di sorveglianza della Camera, il repubblicano James Comer. In una lettera di otto pagine, Bill e Hillary hanno bollato le loro citazioni in giudizio come "non valide e legalmente inapplicabili", e hanno ricordato di aver offerto spontaneamente sul caso Epstein dichiarazioni sotto giuramento. Poi ricordando come Donald Trump usa il Dipartimento di Giustizia per perseguire i nemici, hanno accusato Comer di voler paralizzare il Congresso per perseguire un processo a sfondo politico "letteralmente concepito per portare al nostro imprigionamento".