Non trova pace la misura del credito ai giovani per l’acquisto di prodotti culturali: l’ex 18App, sdoppiatasi in Carta cultura giovani e Carta del merito, cambia di nuovo forma. Diventerà «Carta Valore Cultura», destinata, a partire dal 2026, ai diplomati fino ai 19 anni.

Un cambio di rotta, quello introdotto dalla legge di Bilancio (legge 199/2025, articolo 1, commi 538-549), che arriva dopo una lunga serie di segnalazioni da parte dei settori culturali sul calo degli introiti derivanti dall’utilizzo del bonus (il sistema a due carte basato su merito e Isee aveva infatti significativamente ridotto la platea dei beneficiari). Ora il governo sembra fare un passo indietro, riproponendo un modello unico ma, diversamente da 18App, non universale.

L’assegno

A beneficiare del bonus questa volta sarà chi si diplomerà non oltre l’anno del compimento dei diciannove anni. In sostanza, esclusi i ripetenti.

L’importo del credito non è indicato in legge di Bilancio (che rimette a un decreto ministeriale, da adottare entro il 30 novembre 2026, i dettagli), ma le risorse totali stanziate per la misura ammontano a 180 milioni di euro. Ora, facendo qualche calcolo spannometrico, prendendo la percentuale di diplomati sul numero dei maturandi, togliendo la quota con più di 19 anni e adeguando la percentuale di utilizzatori del bonus (che in media si aggira attorno al 73% degli aventi diritto), l’assegno nominale dovrebbe riuscire a rimanere sui 500 euro.