Prima la nota ufficiale per esprimere la "forte preoccupazione" per quanto sta avvenendo in Iran, con "i numerosi morti tra i manifestanti" che protestano contro il regime.

Poche ore dopo, l'annuncio in Aula alla Camera, per voce del vicepremier Antonio Tajani: "Ho fatto convocare al ministero degli Esteri l'ambasciatore dell'Iran in Italia". Una mossa analoga a quelle delle cancellerie di mezza Europa: in giornata lo hanno fatto anche la Spagna, il Portogallo, la Francia, l'Inghilterra e la Germania.

Per via anche diplomatica, il governo italiano ha quindi chiesto "alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l'incolumità di chi manifesta nelle piazze. Insieme ai partner europei e del G7 - ha ricordato l'esecutivo nella nota - il governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano".

Nel giorno in cui al Senato tutte le forze politiche hanno votato la stessa risoluzione sulla tragedia di Crans Montana, nel pomeriggio l'opera di cucitura è continuata per arrivare a un documento bipartisan anche sull'Iran. In commissione Affari Esteri, presieduta da Stefania Craxi (Fi), "si sta lavorando a una risoluzione unitaria - hanno fatto sapere dal Pd il capogruppo Francesco Boccia e il responsabile Riforme Alessandro Alfieri - Noi siamo in prima linea con la resistenza iraniana".