C’era un tempo in cui, per trovare un numero di telefono, si apriva un volume spesso e pesante, si sfogliavano pagine sottili e si cercava un nome in ordine alfabetico. Era l’elenco telefonico, oggetto quotidiano prima dell’era di internet e degli smartphone. Oggi potrebbe sembrare un reperto d’altri tempi, eppure in Italia continua ad arrivare nelle case e negli uffici di 2,7 milioni di utenti, tanto da spingere l’AgCom a intervenire sulla qualità del servizio di consegna.

Come si legge su Repubblica, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha appena chiuso una propria istruttoria sulla distribuzione degli elenchi telefonici cartacei. Il procedimento si è concluso con il pagamento, da parte di Tim, di un’ammenda di 20.658 euro tramite oblazione, formula che chiude il caso senza arrivare a una sanzione più pesante. Ma l’archiviazione non equivale a un via libera pieno: l’AgCom, infatti, ha chiesto a Tim di migliorare il sistema di recapito e soprattutto di rendere più trasparenti le informazioni fornite ai destinatari. Il punto, per l’Autorità, è che la ricezione del “volumone” non è sempre lineare. Per ridurre smarrimenti e disguidi, il Garante chiede che famiglie e imprese siano avvisate in modo più esplicito sul periodo dell’anno in cui avverrà la consegna, attraverso una comunicazione “ben visibile” nella bolletta che precede il recapito. Inoltre, va chiarito il luogo esatto in cui l’elenco viene lasciato, così da rendere verificabile e tracciabile la consegna anche nei casi in cui non avvenga a mano.