Analizzare il tessuto prelevato durante l’intervento per un tumore in tempo reale e direttamente in sala operatoria. Generando, in pochi minuti, una mappa visiva che segnala dove si trovano cellule potenzialmente tumorali e lasciando il campione integro per le successive analisi di laboratorio. Si tratta di un importante passo avanti tecnologico nella cosiddetta “chirurgia guidata dalle immagini”, ossia l’imaging intraoperatorio. A compierlo è il Policlinico Gemelli di Roma, primo al mondo ad adottare Van Gogh - questo il nome proprietario della tecnologia - nella ginecologia oncologica.

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Individuare le cellule tumorali

In sintesi, questo sistema di imaging ottico è in grado di studiare l’attività metabolica delle cellule su campioni di tessuto appena prelevati, senza doverli posizionare su un vetrino per osservarli al microscopio. “Per la ginecologia oncologica, le ricadute cliniche sono immediate e di grande impatto – spiega Anna Fagotti, Ordinaria di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Direttrice della Ginecologia Oncologica della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs. Nello specifico, il sistema aiuta il chirurgo a valutare rapidamente lo stato dei margini di resezione e l’eventuale malattia residua, per capire come e quanto intervenire. “Questo - prosegue Fagotti - significa poter adottare un approccio più personalizzato, conservativo quando possibile o più radicale, quando necessario, riducendo il rischio di nuovi interventi e aumentando la sicurezza per le pazienti”.