"Almeno 12mila persone, molte under 30, sono state uccise" nelle proteste in Iran. A riportarlo è Iran International, in quello che la testata di opposizione basata a Londra definisce "il più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran, avvenuto in gran parte nelle notti dell'8 e 9 gennaio". La stima del comitato editoriale di Iran International si basa "su un'analisi esclusiva di fonti e dati medici" e la sua diffusione è stata "ritardata fino alla convergenza delle prove": è stata fatta su un'analisi in più fasi di notizie da più fonti, "tra cui una vicina al Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale".
Le vittime secondo il regime
Una fonte del ministero della Sanità ha riferito al New York Times che sarebbero circa 3mila le persone uccise nelle proteste, precisando che nel bilancio sono compresi anche membri delle forze di sicurezza e attribuendo le morti all'azione di "terroristi". Le ultime stime dell'ong statunitense Human Rights Activists News Agency riferivano di almeno 646 vittime, ma il blackout di internet che da giorni colpisce il Paese rende difficile ottenere dati completi e verificare in modo indipendente le informazioni.
Il sostegno di Trump
E oggi il presidente americano Donald Trump ha chiamato i manifestanti iraniani a non mollare, assicurando che un aiuto è in arrivo. "Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendetevi le vostre istituzioni", ha scritto su Truth. "Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato", ha assicurato. "Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l'insensata uccisione dei manifestanti non si fermerà", ha spiegato. "L'aiuto sta arrivando", ha poi assicurato Trump. L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, ha fatto sapere Axios, ha incontrato segretamente nel fine settimana l'ex principe ereditario iraniano in esilio, Reza Pahlavi, per discutere delle proteste che infuriano in Iran, secondo un alto funzionario statunitense.











