Ci lavoravano da 423 giorni, da quando Trentini è stato arrestato in Venezuela e “ora non ci interessa quali eventualmente fossero le contestazioni, ci interessa che lui come altri cittadini italiani siano liberi, e che gli altri 42 italiani di doppio passaporto vengano rilasciati al più presto”. È quanto ha dichiarato Tajani, ministro degli Esteri, raccontando al Corriere della Sera come “sottotraccia” la nostra diplomazia abbia lavorato per far tornare a casa il cooperante di Venezia. “Il segretario di Stato Marco Rubio è stato per me un interlocutore molto importante”, ha detto Tajani, ma la “svolta” è arrivata solo dopo la cattura del presidente Maduro. Dopo “la dichiarazione del presidente del Parlamento Rodríguez che sarebbero stati liberati prigionieri detenuti nelle loro carceri, gesto propedeutico a iniziare una nuova stagione”, spiega Tajani, “i contatti si sono fatti sempre più intensi, e domenica verso le 20.15 ho ricevuto la telefonata del ministro degli Esteri venezuelano che mi ha comunicato che i due nostri concittadini sarebbero stati liberati. Ma fino a quando non sono arrivati in ambasciata, alle 3.50 del mattino di ieri, finché non ho parlato con loro sincerandomi che stessero bene, non abbiamo voluto far trapelare alcun segnale, perché la situazione è delicatissima in quel Paese”.
Roma, atterrato a Ciampino l'aereo con Trentini e Burlò. Meloni e Tajani ad accoglierli
È atterrato all'aeroporto di Ciampino l'aereo con a bordo Alberto Trentini e Mario Burlò, di ritorno dal Venezuela. Con loro il ...










