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13 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:25

Dopo i 65 anni la doccia quotidiana smette di essere una buona abitudine automatica e diventa una scelta da calibrare. Con l’età la pelle cambia: produce meno sebo, si assottiglia, perde acqua più facilmente. Il risultato è che lavaggi troppo frequenti – soprattutto con acqua molto calda e detergenti aggressivi – possono fare più danni che benefici, aumentando secchezza, prurito, microlesioni e il rischio di infezioni cutanee. La domanda, quindi, non è se lavarsi, ma come e quanto spesso farlo quando la pelle diventa più fragile e vulnerabile. A spiegare cosa accade davvero alla cute che invecchia è la professoressa Pucci Romano, dermatologa e presidente di Skineco, Associazione scientifica internazionale di ecodermocompatibili. “Con il passare del tempo la pelle cambia e la barriera dello strato corneo – spiega l’esperta – l’ultimo strato, quello che opponiamo al mondo esterno, produce meno sebo e trattiene meno acqua. Se il lavaggio non è adeguato e non viene fatto nel modo corretto, può peggiorare condizioni che con l’età diventano piuttosto frequenti”.

Il problema, però, non riguarda solo gli anziani.