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La morte di un dipendente riapre la via ai sequestri da parte della Procura di Taranto

A sei anni dall'ultimo incidente si torna a morire all'ex Ilva di Taranto e il salvataggio del siderurgico si fa sempre più complesso e desolante alla luce della possibilità che, nelle prossime ore, la Procura disponga il sequestro parziale dell'area interessata.

Qualcuno dovrà spiegare perché un operaio di 46 anni, Claudio Salamida, sia morto precipitando dal quinto al quarto piano dell'acciaieria 2 dello stabilimento per il cedimento del pavimento dove al posto del normale paiolato, una specie di pavimento grigliato, c'erano - secondo la versione dei sindacati - delle pedane. Un'anomalia che ha causato la morte dell'operaio di Alberobello (Bari) nell'atto di controllare le valvole al convertitore 3 dell'acciaieria 2. Anche fonti aziendali confermano che erano in corso delle attività di lavoro in quel punto dell'impianto.