La Repubblica Ceca ha spesso lottato contro lo stereotipo di una capitale che, gastronomicamente, tutto accentra e poco lascia al resto. Praga + birra, insomma, e al di fuori un mondo ignoto – se non per qualche piatto di tradizione o i dolci (il pan di zenzero in Boemia orientale o le curiose orecchie di Stramberk in Moravia). Da qualche settimana il toponimo di terra nullius non vale più per nessuno. Dopo la prima edizione nazionale della Guida Michelin Czechia 2025, la mappa e, soprattutto, legge un intero territorio nazionale: non più, dunque, la sola Praga delle precedenti edizioni. I freddi numeri riferiscono 79 indirizzi sparsi nel Paese, con un ristorante due stelle, otto stelle singole, 18 Bib Gourmand e quattro stelle verdi.Il punto, però, non è il medagliere.
Avanguardia
È il viaggio che suggerisce: una Czechia che smette di essere un sacello di tradizione (salse, arrosti, canederli-knedlíky, crauti) e diventa sempre più avanguardia gourmet, senza rinnegare la propria grammatica mitteleuropea. «Un mix unico di tradizione e modernità», lo ha definito Gwendal Poullennec, direttore internazionale della guida rossa. La sorpresa più significativa è che il primo due stelle non è nel centro della capitale.






