Dopo l’approvazione dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur (Mercado Común del Sur), è arrivata l’ora più difficile per Emmanuel Macron. A Parigi con gli agricoltori che assediano l’Assemblea nazionale e l’attuale premier Sebastién Lecornu che ha avviato i preparativi per elezioni politiche anticipate da abbinare a marzo con quelle municipali. A Bruxelles dove non funziona più l’asse franco-tedesco e vanno in crisi le basi politiche della cosiddetta maggioranza Ursula.
A Parigi crescono i rapporti tra gollisti e lepeniani; Nicolas Sarkozy ha detto che bisogna unire le destre, l’ex ministro degli Interni, il leader gollista Bruno Retailleau, che pur vuole candidarsi per l’Eliseo nel 2027, ha detto: «Le Rassemblement national appartient à l’arc républicain»: il Rn ormai appartiene al mitico arco repubblicano cioè ha legittimità a governare.
GIORGIA MELONI, LE FIGARO INFIERISCE SU MACRON: "GRAZIE, CHE SCHIAFFONE CHE GLI HAI DATO!"
Nuovo elogio francese a Giorgia Meloni. A firmarlo Le Figaro. L'editorialista Guillaume Tabard rimarca la ...
A Bruxelles Manfred Weber, presidente del Gruppo popolare al Parlamento europeo, vota sempre più frequentemente non solo con i conservatori più moderati ma anche con quelli radicali su questioni come l’ambiente, l’immigrazione e anche sui temi etici. Come ha fatto il presidente francese a cacciarsi in queste condizioni? In Patria si è inventato “La République En Marche!”, (oggi “Renaissance”) per superare il sistema formatosi con la Quinta repubblica che si basava sull’alternanza tra gollisti e socialisti, puntando su una centralità tecnocratica che superasse definitivamente la divisione tra destra e sinistra.










